sabato 11 maggio 2019

Le silence, une ressource pour bien vivre.


            Paris Nogari, Allégorie du silence, 1582, fresque, Rome, le palais du Vatican, l'ancien hôtel des Suisses. Google Traduttore Silence. "Le silence est souvent une" ressource assourdissante "pour nous consulter avec ce que nous sommes, ce que nous croyons ou ce que nous cherchons".

Plus nous nous immergeons dans le silence, qui a la capacité d’extrapoler les choses et les histoires de notre intime ... plus nos cellules écoutent pour trouver la paix ... ce sont des solutions que notre intime nous demande pour le moment.

 C'est spontané que cela se produise, c'est pourquoi nos non-solutions se transforment en "braises ardentes", qui lacèrent toute recherche d'équilibre mental et comportemental, jusqu'au moment fatal d'une action non équilibrée avec nos prises de risque, de pensée et d'action. .

L'énergie libérée ou sous forme de "feu" ... entre en contact avec notre psyché pour créer des pensées ou des comportements de pensée continus en action, qui se réaliseront dans la vie, grâce à nos désirs.


C'est aussi un mécanisme appelé la transmutation ... et quand il y a une bonne intention, le silence est le meilleur allié et la bonne atmosphère pour améliorer notre conscience.

Tout devient plus clair en nous, dans les cas où nous savons mettre de côté notre personnalité et nos prétentions ... et ensuite la recherche du silence intérieur sera cette médecine, qui nous aidera à savoir ce qui nous attend. .

Le matériau que nous connaissons, c’est ce monde grandiose où nous pouvons perdre, mais c’est aussi, de par sa nature même, cet élément périssable où il n’est jamais certain qu’il soit en permanence stable.

Mais savoir que le sujet est indispensable… les passages de conscience ont pour sujet le sujet comme passeport… et le savoir avec un état d’esprit impersonnel est cette garantie qui nous éloigne de la dépression et du manque de confiance en nous-mêmes.

Le silence alors, notre silence intérieur ... avec le temps et la pratique sera notre instructeur pour une vie plus équilibrée et consciente.

Giorgio Writer #blogger







venerdì 26 aprile 2019

Il Sogno qualità e occulta porta dell'anima, di per se primordiale come nascita.



Il Sogno, misterioso "elemento ed oggetto" della nostra vita, che se è vero che per la maggior parte degli uomini è un mistero, per chi studia il "fenomeno" riconosce che la;                                                - Cosmica Notte Primordiale o Anima è la stessa cosa, e che il Sogno è una porta occulta di essa.- (concetto di Carl G. Jung) 

Difatti in questa nostra disanima non possiamo non prendere atto che un IO cosciente si è presentato nel proseguo della trasformazione evolutiva, per evidenti tempi di "lavorazione", perché è l'Anima quella Potenza che sa tutto e può tutto, in quanto emanazione messaggera dello Spirito.

L'Organizzazione della Creazione aveva previsto ogni cosa, era concepito il futuro Adamo con in se la sua Eva… e con l'approssimarsi della separazione dei sessi… la vita nella futura materia aveva bisogno di una "maniglia"... cioè l'Anima, per dare all'uomo la possibilità di riconnettersi con il suo Spirito.

In effetti Adamo è quel concetto di Uomo che fa comprendere situazioni che hanno la loro importanza educativa per comprendere che : C'è differenza tra uomini e/o donne come oggi li comprendiamo, difatti studiando la Genesi è evidente che la Donna è nata da Adamo… quindi sappiamo che è "portatore sano"di entrambe le polarità uomo/donna, come oggi le conosciamo, e questo pur essendo scritto in chiaro, fa fatica ad essere compreso da molte coscienze, dopo secoli.

Un Io cosciente è venuto ad organizzarsi dopo, è deputato nei rapporti interni ed esterni dell'uomo, con la volontà gestisce ciò di cui è cosciente, testimonia spesso in forma statica se stesso, la personalità fa il suo gioco per legare l'io a forme mediate inconsce di riconoscimento tra oggetto e soggetto, che quando coincidono insieme contemporaneamente non hanno più quella connotazione divaricante.

Ma è l'Anima, che è il motore per riconquistare una coscienza Adamitica, è la sua conoscenza intima che può svelare un cammino per ricongiungersi con il Divino, è l'Anima l'ascensore per salire verso ambiti di conoscenza metafisica, fino al punto in cui l'anima verrà lasciata… più non servirà, ha compiuto il suo fine, che è il nostro.

Riflessioni, meditazioni, introspezioni,  passaggi psichici del nostro voler conoscere, investigare, vivere, tutto è possibile se c'è quella "curiosità" di pensiero ed azione per forzare le tappe del nostro ritorno a casa, la Casa di Dio.
                                     Giorgio Scrittore.
















giovedì 18 aprile 2019

Il tuo cuore è il tuo mondo!



Non spendere energie più del dovuto per il mondano, ma nutri quel senso amorevole che porta pace.

Il tuo cuore è il tuo mondo, la tua intelligenza ti è consigliera, la saggezza è il tuo alfiere, la tua anima ti è Maestra, non scegliere mai per preconcetto, tra bene o male, possono offuscare i comportamenti, sono di natura cangianti e spesso" archetipi personali", e la libertà interiore si amplia o diminuisce secondo intenzione, non si può essere "passacarte" di amori e odi di altri, non aiutano.

Cerca, ma dentro i tuoi amori profondi, le tue bellezze di pensiero "tralasciate in cantina".

Spenditi, per cause onorevoli… tipo la tua coscienza, non odiare mai ne per rabbia ne per avversione.

Il Paradiso è oltre la condizione umana legata alla materia, spesso una prigione di desideri non esauditi, e di performance non andate a buon
fine. 

Ma quando arriva la ragione dell'anima, sarai quell'uomo che si ricorderà della sua natura, sorriderai di questa metamorfosi… ricercata, e non "vedrai" più quelle differenze tra "il dentro e il fuori, tra il pieno e il vuoto", l'unità delle cose saranno i nuovi desideri esauditi del cuore. 

Di questo l'uomo dovrebbe nutrirsi… per non essere quella "canna al vento" senza il "nerbo dello spirito", viandanti senza domani… nomadi nel solo mondo materia.


Giorgio Paggi   .








domenica 14 aprile 2019

Paris Nogari, Allegoria del silenzio, 1582, affresco, Roma, Palazzo del Vaticano, Sala Vecchia degli Svizzeri.


Silenzio.
"Il silenzio spesso è una "assordante risorsa" per consultarci con ciò che siamo, che crediamo o che cerchiamo".
Più ci si immerge nel silenzio, che ha capacità di estrapolare cose e storie del nostro intimo… più le nostre cellule si mettono in ascolto per trovare una pace… cioè soluzioni, che il nostro intimo ci chiede al momento.
E' spontaneo che ciò avviene, per questo diventano "tizzoni ardenti" le nostre non soluzioni, che lacerano ogni ricerca di equilibrio mentale e comportamentale, fino al momento fatale di una azione non equilibrante con il nostro mettersi in gioco, di pensiero e di azione.
L'energia che si sprigiona o come detto "fuoco"... entra in contatto con la nostra psiche per mettere a regime pensieri on-divaghi o comportamenti di pensiero nell'agire, che si andranno a realizzare nella vita, mercé i nostri desideri.
Questo è anche un meccanismo chiamato trasmutazione… e quando c'è la giusta intenzione, il silenzio è il miglior alleato e la giusta atmosfera, per migliorare la nostra coscienza.
Tutto diventa più chiaro dentro di noi, in quei casi in cui sappiamo mettere da parte la nostra personalità, e le nostre pretese... ed allora la ricerca del silenzio interiore sarà quella medicina, che ci aiuterà a conoscere la materia per quello che è.
La materia come sappiamo è quel mondo grandioso dove ci si può perdere, ma è anche per sua natura, quell'elemento deperibile dove non c'è mai certezza si stabilità continuativa.
Ma conoscere la materia è doveroso... i passaggi di coscienza hanno la materia come passaporto... e conoscerla con stato d'animo impersonale, è quella garanzia che ci mette a riparo da depressione e mancanza di fiducia in noi stessi.
Il silenzio quindi, il nostro silenzio interiore... con il tempo e con la pratica sarà il nostro istruttore per una vita più equilibrata e cosciente.
Giorgio Scrittore




martedì 29 gennaio 2019

Perché Gesù dice ai suoi discepoli di non giudicare?



Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato» (Luca 6,37).
*
" E' un passo della Bibbia misterioso? Perché cosi profondo  che non si evince a prima vista? Certamente è molto profondo ad una lettura attenta".
Il fatto è che non giudicare e non condannare, riflettono leggi che vanno oltre il comune sentire, e che spingono ad una introspezione profonda, per comprendere che oltre il bene e il male, c'è per l'uomo quello stato in cui si comprende la natura meno grossolana dell'amore".
Ed allora anche quando si è presi,  da sano risentimento pensando di aver ragione, occorre comprendere che molte sono le cose che ci portano a quello stato d'animo.
Se prendiamo per ipotesi nostri punti di vista, che ci portano ad espletare giudizi e condanne… si comprenderà che l'ampliamento di essi in noi, ci porteranno in dote una maggiore lucidità nel saper osservare gli "intrighi" che si sovrappongono, e che ci possono stabilizzare la mente verso il sereno, perché la pratica di osservarci è molto dura… ma con il tempo che serve, porta a comprendere che noi siamo anche l'altro come alcuni aspetti, e quindi si imparerà a non giudicare per non giudicarci.
L'amore, concetto astratto quando non si prova, è però il motore che ci porterà fuori dalla calamita della materia morbosa, e della personalità legata a quel meccanismo automatico e istintivo, che tanto ci mette in crisi, quando non puntiamo verso una strada evolutiva di pensiero, e si rimane in pensieri stagnanti.
E' quindi importante non giudicare e non condannare… anche da subito, anche se non si è compreso appieno che bisogna non farlo, questa pratica con il tempo cambierà il modo di proporsi con gli altri, e si assisterà con maggiore calma agli eventi della vita, prima di iniziare se convinti, ad abbracciare l'Insegnamento del Maestro. Giorgio Lanciascudo Scrittore

giovedì 10 gennaio 2019

La tempesta dell'anima quando si risveglia...

La Tempesta di William Shakespeare


«Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita.»
(Prospero: atto IV, scena I.) Dalla TEMPESTA di William Shakespeare
Cosa si intende oltre il tratto poetico cosi ancestrale, cosa possiamo pensare se non che il sogno è quell'aspetto misterioso che invade la nostra vita, enunciando nel poi anche cambiamenti nel nostro stile di vita. Due vite… si potrebbe pensare, ma se prendiamo per un attimo un esempio rovesciato… e cioè anche la vita è un sogno ? Siamo sicuri che le parole del Poeta non vogliono metterci su una strada ardua... ma praticabile dalla nostra psiche, in definitiva lo dice "chiaramente... tutto di noi è energia", per questo possiamo ipotizzare per "assurdo" che il sogno e la vita sono un unicum ma con compiti operativi diversi…  a volte intercambiandosi, altre volte affiancandosi,  con finalità che possono trovare un fine comune, - ampliamento di  coscienza -. La ricerca del Se direbbero in Oriente, noi diciamo il nostro Spirito. Questo è il punto di una frase messa li nella "Tempesta" dalla potenza dell'anima, quando cerca il riscatto di una coscienza piena, del nostro vero mito, noi stessi, (ma creati ad immagine e somiglianza di Dio) che attrae cuore e mente, e che nel sogno della nostra vita ne sentiamo tutto il tormento come metamorfosi trascendente. Noi siamo un coacervo di situazioni… ma tutti della stessa materia… la cura dello studio porta a questi risultati, non "eclatanti" ma di una leggerezza e di tenero amore per Dio, Padre e Madre della nostra Anima, che permette questa esistenza di studio. Giorgio Lanciascudo Scrittore #Blogger

domenica 23 dicembre 2018

Waiting for Christmas,

  Giorgione - The adoration of the shepherds, oil on panel.



When there is consciousness to perceive the pain of others, of those desires that do not find contentment ... then you will understand what it means, put yourself in the shoes of others. 

If this does not happen, that is, when there is this perception, what you carry inside is like an "embrace" that often stirs things you would not, for the mental toughness to interpret actions and thoughts of others ... this is the your "oratory", a gym that does not find peace forever apply a judgment, that tears internal behaviors that are reflected outside. 

It takes courage to take possession of their conscience ... our "property" left impoverishing the time and personal excesses. 

Christmas can make aware of the problem ... a rebirth is the end of a work on yourself ... for those who gradually becomes aware can break free from ignorance of not knowing. 

This is the main purpose for humans, other purposes are feasible ... but will not be functional for an inner freedom ... you can choose course ... but every road has its end. 

As long as there is a question or a wish ... we know that you are still not redeemed and we have to revise our life lessons, we need to get in more and more, the game to understand what we still need to understand our capabilities are our courage to overcome ourselves. 

When it was realized ... playing the game is the pleasure of the soul.

Of course it is ... until we are taken from "lounges and toys" we often fail to see and experience the beauty of life, one that conceives to attend with an open heart and desire of the soul, the harmony of things.

Blogger Lanciascudo

Giorgio Lanciascudo Scrittore
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La realtà della Matrix

Tra mente e cuore.

  Tra mente e cuore. C'è chi ha l'animosità di diventare medico...e chi arriva solo ad essere infermiere...ma tutto serve. "Tut...