GIUDIZIO.
Oggettivo, ovvero quei parametri del nostro sentire nei vari livelli, vedere, descrivere emozioni, stati di animo, ricordi ancestrali, con i quali o parti di essi, gestiamo un equilibrio che quando diventa solido e operativo, le nostre azioni, presenti e future, "non saranno più come neve al sole".
Soggettivo, da descrizioni capillari, quale scopo preminente e informativo, nella forma impersonale, ciò che è il soggetto nella suo complesso, queste informazioni vengono "lavorate" dalla nostra psiche, pensieri, punti di vista, personalità, carattere, elaborando una chiave utile alla bisogna.
Poi, nella attribuzione di un Giudizio nella sfera Oggettiva e Soggettiva, si cambia prospettiva, siamo dentro di noi per trovare una sintesi tra questi due concetti, siamo di fronte a fenomeni indipendenti con i quali pescare e pesare, ed è dalla sublimazione di ciò che ci interessa o che siamo in contatto, è in entrambi i campi che troviamo una soluzione.
Questo ci porta poi a usare il "setaccio", per la risposta che intuiamo, o che il nostro intimo ci suggerisce, e ciò che rimarrà nel "setaccio" o mente superiore casuale,(dove i due emisferi l'uno porta la provvista l'altro coagula, realizza mette disciplina), saranno una mappa da usare in sicurezza per ogni occasione di bisogno o confronto, questo sempre, come conseguenza di quel processo evolutivo in noi chiamato metamorfosi che è sempre aggiornato, in aggiornamento continuo.






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